mercoledì 8 aprile 2015

Zagor Collezione Storica a Colori: Tawiskara! (ZCSC165)




        Il centosessantacinquesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell'avventura di Zagor al castello di Burgess, la storia completa “Delaware!”, nonché le prime venti pagine della storia Il seme della violenza.


L’ORO DEI FRATELLI WARD

I fratelli Ward, guidati dal contrabbandiere di whisky Willie Drink, intendono nascondere l’oro frutto di diverse rapine nel territorio degli indiani Delaware, in un luogo considerato maledetto: Fort Gallows. Vengono però traditi da uno spietato complice, Red Archer, che li uccide, mentre Willie Drink riesce a fuggire con l’oro.
Tempo dopo, Zagor e Cico salvano il contrabbandiere da Doppio Coltello, un guerriero delaware che vuole destituire il pacifico capo Tuono Rosso. Zagor si impegna a consegnare Willie ai militari per sottrarlo alla morte. Costui, però, ha alle calcagna Red Archer e Sarita, ex complici dei Ward e loro assassini, intenzionati a impossessarsi dell’oro, che riescono a catturare Willie ma vengono seguiti di nascosto da Doppio Coltello. A sua volta Zagor libera Willie e cattura Red Archer e Sarita.
Il destino scioglie i suoi nodi tra le rovine maledette di Fort Gallows. Ma il pericolo non è rappresentato soltanto dai feroci guerrieri di Doppio Coltello: Zagor e Red Archer si trovano davanti il misterioso abitatore del forte, Bloody Jim, un sanguinario condottiero che si era macchiato di un fatto di sangue venti anni prima e che gli indiani credono essere Tawiskara, lo Spirito del Male.
Doppio Coltello e i guerrieri a lui fedeli vengono travolti dalla furia di Zagor e dall'intervento di Tuono Rosso. Sarita e Red Archer trovano la morte per mano di Bloody Jim, che altri non era che Big George Ward sopravvissuto anni prima e divenuto completamente folle. Anche l’oro, nascosto in fondo ad un pozzo, resta sepolto per sempre.

Un esordio davvero convincente, questo, del senese Jacopo Rauch, a cominciare dalla caratterizzazione di Zagor, sempre grintoso e determinato, e di Cico, brillante nel suo rapportarsi allo Spirito con la Scure, comico nella giusta misura e che in molte occasioni si rivela indispensabile nel risolvere situazioni pericolose.
Anche i comprimari sono di tutto rispetto: il simpatico Willie Drink, con il suo riscatto finale che gli guadagna la libertà ed il plauso dei nostri eroi; gli orgogliosi Tuono Rosso e Doppio Coltello che si contendono aspramente il wampum che fornisce il diritto a guidare i Delaware; il crudele Red Archer e l’astuta e opportunista Sarita, la cui alleanza ai danni del redivivo Big Gorge ci regala un finale spettacolare nella tenebrosa cornice di Fort Gallows.
Un soggetto tutto sommato di routine che viene, però, trasformato in un’ottima sceneggiatura, il tutto supportato da dialoghi vivaci e coloriti, incisivi ed appropriati, in grado di ricreare le suggestioni della classica terra di frontiera, ricca di pericoli.
Singolare anche il finale, con la stessa canzone sentita all’inizio della storia.
Buona anche questa seconda prova zagoriana del disegnatore Roberto D’Arcangelo: appassionanti le scene d’azione sullo sfondo di una natura selvaggia, realistica e vivida, ricca di fiumi, foreste e praterie; ottima l’atmosfera di inquietudine e oppressione che riesce a creare sulle rovine di Fort Gallows e la caratterizzazione data ai personaggi, in particolare a Cico, Willie Drink e Sarita.

1 commento:

  1. Si, esordio godibile e piuttosto avvincente questo di Rauch il cui punto forte come anche nel successivo "I naufragatori" sono anche i dialoghi brillanti.
    Il bienno 2002-2004 lo vissi in maniera un po strana. Esordiva appunto il buon Jacopo che però poi sarebbe scomparso chiedendomi se si trattasse di una meteora salvo poi ritrovarlo per fortuna nel 2006 venendo in seguito a sapere che ormai fa parte integrante dello staff. A proposito di meteore, a fine anno uscì "Il sudario verde" di Russo e qui rimasi un po stizzito. Non per l' autore quanto per il fatto che la sua prima storia era stata... pubblicata 10 anni prima! Insomma, la cosa puzzava di storia nel cassetto lontano un miglio, anche se quando uscì "Il puma sacro" l' anno dopo pensai che potesse essere rientrato alla Bonelli.
    Passando a De Angelis, scrisse una storia interessante, ma allo stesso tempo "strana", inusualmente ispirandosi ad una tragedia come "Machbeth" mentre poi finalmente vidi pubblicata la seconda storia di Pelò di cui avevo letto nel 97 sulla posta e che ogni tanto mi chiedevo che fine avesse fatto!
    Mignacco partì bene con una storia anch' essa godibile e avvincente.
    Mi chiedevo che fine avesse fatto Boselli che riattendevo con ansia!
    A parte ILDD, "Il seme della violenza", "La trama del ragno" e in parte "Thugs", trovavo che le storie seppur nella maggior parte godibili, avessero subito un calo in generale rispetto al periodo 97-00 e trovavo più belle e coinvolgenti alcune storie degli anni 80 come "La palude dell' orrore", "La notte del diluvio" e "I sette poteri".

    RispondiElimina